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Se smettessimo per qualche istante di corteggiare la vita nella speranza di un sorriso benevolo, di un cenno d’intesa… come se il destino fosse già compiuto. Una partita decisa a tavolino. Immobili, solenni, come degli animali! E’ questo che siamo, dopotutto. Nessun desiderio, nessuna paura. Un sorso di vino magari; che il vino è come la vita... può farci bene, può farci male. Prende e da. Due ore di felicità, e poi tutto un giorno da coglione! Che vino vi offriamo? Tintilia, ovviamente! Questo vitigno che ci arrivò dalla Spagna nel 1700, “in mano ai borboni” e, dopo secoli (immaginate quante sbronze), estirpato, sostituito, dimenticato, così come si dimenticano gli uomini e le donne… che a volte ritornano. Come il Molise! Esiste? Non esiste? Boh! Noi qua stiamo, e ve lo raccontiamo... “perché restare è fatica! Ma questa bottiglia amica ci sorriderà...

"Ecco quel che sono veramente: cattivo, sbronzo, ma in gamba" da La leggenda del santo bevitore 

A  

 

Stavolta la volevamo fare sporca. Un pezzo da hit parade. Andare a San Remo. Fare una barca di danari. Questo tizio sul pullman raccontava a un amico di come la morosa l’aveva mollato. Gli avevano fottuto pure la bicicletta, con lucchetto e tutto. Un periodo di merda, insomma. Per tutti gli abbandonati, per i bottoni che han perduto la camicia. Anche per chi, sopraffatto dalle pene d'ammmore, ha ripreso a fumare. Non disperate. No no no no. Capita! Ci si vede ALL’ASTA FALLIMENTARE DEGLI AMORI… il nostro nuovo pezzo!

 

Ve l’ho raccontata così, pari pari a come l’ho vista io. C’avevo vent’anni, e invece di pensare a costruire il mio futuro e bla bla bla, ero appoggiato al bancone di un bar. Peggio per me. Fuori era buio. Lo era quasi sempre. Qualcuno aveva giocato la carta sbagliata e gli altri lo facevano nero. Zio Antonio “il tedesco”, buon anima, quella sera a quel tavolo non c’era, troppi nemici, ma ce l’ho messo io! Il suo “che ti si porta il diavolo”, quel borbottio al tabacco... facevano al caso mio. Ninì “u canatant” camminava avanti e indietro, da solo, come sempre. Elegantissimo. Di tanto in tanto intonava qualche pezzo dal suo repertorio. O’ sole mio. Io c’avevo in testa una figa con una bocca e due poppe così! Non me l’ha mai data. C’est la vie. Che il diavolo mi si porti. Un’altra birra. La scena era perfetta. Un disastro. Un manicomio. Click. Ho scattato la fotografia, e ve l’ho raccontata così, pari pari a come l’ho vista io. E che il diavolo vi si porti pure a voi… 
A.

 

Un estratto della nostra partecipazione alla sedicesima puntata di afternoon in music. Dopo quattro chiacchiere con il caro Francesco, eseguiamo un versione acustica di Affondo Vado A Fondo.  "...e questo tempo che scivola in un buco non mi è bastato mai"